Ecco due esempi di questo lavoro di immedesimazione.
INDOVINELLI NELL’OSCURITA’ (quinto capitolo)
“Mi ricordo solo che ero caduto dalle spalle di Dori e poi mi sono ritrovato in un tunnel lurido senza nessuno. A quel punto vidi che tutt’intorno a me era buio e avevo molta paura. Mentre andavo verso la fine del tunnel tastando la terra trovai un oggetto a forma di anello e di materiale ferroso … senza nemmeno accorgermene lo misi nella mia tasca.
Continuai il percorso nel tunnel ma a un certo punto mi appoggiai al muro e mi sorpresi a pensare con nostalgia al Bilbo che preparava le uova nella sua bella caverna hobbit. Questo pensiero mi rese molto infelice. Camminavo e camminavo, pensando che non sarebbe più finito quello stretto passaggio e che sarei morto eventualmente di fame o sete.
Per fortuna giunsi in un punto in cui trovai un lago sotterraneo dove abitava uno strano essere di nome Gollum. Questo essere era viscido e non mi piaceva per niente la sua presenza. Egli mi propose una gara di indovinelli e mi disse che se avessi vinto io mi avrebbe indicato l’uscita, se avesse vinto lui mi avrebbe mangiato. Dopo un po’ di indovinelli mi chiesi tra me e me a voce alta ‘cosa ho in tasca?’ e Gollum lo interpretò come un indovinello, a cui non seppe rispondere neanche con tre tentativi.
Quindi si arrabbiò e mi aggredì per uccidermi, mentre trastullavo il suo anello tra le mie dita. Al buio della grotta non mi accorsi del grande potere dell’anello: mi aveva reso invisibile agli occhi di Gollum. Sicuramente pensò che mi sarei diretto verso l’uscita dove si sedette aspettandomi. Qui lo saltai e quando mi ritrovai davanti alla porta secondaria con molte guardie le superai salvandomi ancora una volta.
Ora sto scrivendo questa pagina sotto la verde chioma di un albero finalmente fuori dai bui tunnel delle montagne e lontano dai terribili orchi… spero però di ritrovare molto presto Gandalf e i nani.”
Bilbo Baggins
IL SOGGIORNO DEGLI ELFI (quinto capitolo)
“Caro diario di Bibo Sono Thorin, il re di cui ti ha parlato Bilbo nelle scorse pagine. Oggi siamo andati avanti nella nostra missione e per sbaglio siamo passati per una valle che conduceva all’ultima casa degli elfi. Noi nani non andiamo molto d’accordo, ma per questa volta abbiamo cercato di passare oltre per farci ospitare.
Entrammo nel loro palazzo … ed era fantastico! Vidi spade dell’antica gente del Nord, quadri degli elfi dell’Est risalenti alla prima era, una spada frantumata del Re elfico Boromil figlio di Casaddum, piastrelle in marmo dell’antico assedio degli orchi a Gondolin, muri costruiti con le antiche pietre del regno degli Uomini.
Rimasi stupefatto quando mi trovai di fronte ad una parte del tavolo degli Eroi. Quel tavolo è molto raro, infatti non pensavo proprio che ne esistesse ancora una parte. Quel tavolo è stato usato dalla gente che per prima popolava il Nord, i primi elfi dell’inizio della prima era ed il loro famosissimo Re Entelio!
Fu poi usato dalla mia gente e dal mio primo Re: Farmier Durin soprannominato Barba rossa. Infine fu rubato dagli elfi del Sud-Est e distrutto nella battaglia di Gondolin.”
Thorin Scudodiquercia
Questo lavoro ci insegna a riprendere il testo del libro letto in classe o a casa assumendo il punto di vista di una persona che è protagonista del racconto, facendo risaltare i suoi pensieri, le sue riflessioni e i suoi giudizi. Stiamo imparando capitolo dopo capitolo quanto è interessante immergersi in un libro vivendo e provando ciò che i personaggi vivono e provano.
Matteo Soligno, Francesco Digiuseppe, Tiago Mattioli, Colli Tobia