Il proemio: l’inizio di un’avventura

16/03/2025
In questo inizio di scuola media abbiamo intrapreso una nuova materia letteraria: l’EPICA. Abbiamo iniziato leggendo il PROEMIO dell’Iliade: questo testo introduce i fatti di cui si parla nel l’Iliade e prende la forma di un’invocazione alla Musa Calliope per aiutare Omero a raccontare i fatti accaduti nella guerra di Troia.

Cantami, o Diva, del Pelide Achille

l’ira funesta che infiniti addusse

lutti agli achei, molte anzi tempo all’Orco

generose travolse alme d’eroi,

e di cani e d’augelli orrido pasto

lor salme abbandonò (così di Giove

l’alto consiglio s’adempìa) da quando

primamente disgiunse aspra contesa

il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

Alla lettura seguono il riordino e la parafrasi: cioè, la riorganizzazione del testo e la scrittura in prosa, come lo diremmo noi oggi.

O diva, cantami l’ira funesta del Pelide Achille che addusse infiniti lutti agli Achei, travolse molte generose alme d’eroi anzi tempo all’Orco, e abbandonò lor salme orrido pasto di cani e d’augelli (così l’alto consiglio di Giove s’adempìa) da quando primamente aspra contesa disgiunse il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

Facendo il riordino delle parole abbiamo potuto comprendere il significato del testo. Il passaggio successivo è stato la parafrasi che consiste nello scoprire il significato delle parole che non conoscevamo. Infine, abbiamo scritto sopra le parole il loro significato.

Per noi il Proemio è stato come una fionda che ci ha catapultato nel mondo antico di Omero. Inizialmente abbiamo pensato che il senso fosse il riassunto dell’Iliade e alla prima lettura ci siamo un po’ spaventati perché non sapevamo come capire quelle parole e quali significati potessero avere; ma via via che ci addentravamo nel testo ci siamo appassionati e immedesimati in questa storia.

Una parola che ci ha colpito molto è PRODI perché significa valorosi, cioè coloro che in battaglia non si tirano mai indietro e vanno sempre avanti.

Un’altra parola che ci ha colpito è stata CONTESA perché nel caso dell’Iliade vuol dire scontro, battaglia, ma in questa parola possiamo immedesimarci anche noi intendendola come una sfida combattuta lealmente.

Ignazio Agrò e Leonardo Calamonieri

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